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In collaborazione fra i Comuni di Sovicille e Monteriggioni, nasce la Via Cistercense PDF Stampa E-mail
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Venerdì 23 Settembre 2011 10:58

Un itinerario storico-culturale che colleghi la Via Francigena dall’Abbazia di San Galgano, nel Comune di Chiusdino, a Siena per far confluire il flusso dei pellegrini dal suggestivo monumento cistercense fino alla strada verso la tomba di San Pietro.


E’ la proposta lanciata dal sindaco di Sovicille
, Alessandro Masi, nei giorni scorsi nell’ambito della festa della Compagnia di Maria Santissima di Ponte allo Spino, nel Comune di Sovicille.

L’itinerario, presentato dall’architetto Andrea Brogi insieme all’assessore del Comune di Monteriggioni, Adriano Chiantini, si sovrapporrebbe a quella che è documentata come Via di Rosia o “Antica Strada Maremmana” che collegava Siena alla valle del fiume Bruna e alla costa tirrenica e offrirebbe un percorso attraverso alcune delle bellezze più suggestive della provincia senese, come l’eremo di San Leonardo al Lago, il Palazzaccio di Toiano, la Pieve romanica di San Giovanni, Sovicille, l’area archeologica di Malignano, Rosia e il Chiostro di Torri, i castelli di Montarrenti, Spannocchia e Pentolina fino a San Galgano e alla chiesa rotonda di Montesiepi.

“La densità dei centri presenti in questo itinerario
, di cui l’Abbazia di San Galgano costituisce l’esempio più significativo – ha spiegato l’architetto, Andrea Brogi - ne hanno fatto uno tra i più ricchi dell’intero panorama regionale. La cultura architettonica sviluppatasi nella città di Siena già nella prima metà del 1200, sinteticamente indicata come gotica, trovò nelle maestranze cistercensi provenienti proprio dall’Abbazia la principale fonte di riferimento. Un esempio di ciò è documentato nell’opera che i monaci svolsero nella trasformazione del Duomo romanico senese in Duomo gotico avvenuta nella seconda metà del 1200, e nei due secoli che seguirono ulteriori forme di contaminazione artistica investirono anche l’architettura civile di alcune Fonti e dello stesso Palazzo Comunale di Siena”.

“In questo ragionamento – ha aggiunto il sindaco Masi
– possiamo, quindi, ben dire che anche la Val di Merse con Sovicille rientra a pieno titolo nella grande storia e tradizione che vive ancora intorno alla Via Francigena. Alcuni tratti della via del Ferro o del Sale, che collegava la costa maremmana, attraverso Rosia, Ponte allo Spino e Toiano, alla Val di Chiana, combinati con altri percorsi dell’Antica Strada Maremmana andrebbero a costituire la cosiddetta ‘Traversa dei Cistercensi’ della via Francigena, documentata dal culto di San Galgano, la cui testa veniva esposta alla venerazione dei Pellegrini a Badia a Quarto a Monteriggioni, lungo appunto il tratto principale della medesima Francigena”.

“Desidero ringraziare – ha concluso Alessandro Masi - insieme ai sindaci della Val di Merse ed alla presidente dell'Unione dei Comuni, Luciana Bartaletti, che hanno creduto sin dal primo momento in questo nuovo progetto, il Comune di Monteriggioni, con gli amici Valentini e Chiantini, che insieme all'instancabile concittadino Andrea Brogi ed alla collaborazione di Alessandro Pinciani, vice presidente della Provincia di Siena, stanno riportando la Val di Merse al sistema di questo importante percorso di fede, conoscenza e promozione turistica che è la Francigena, attraverso la Traversa dei Cistercensi”.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Settembre 2011 11:02
 
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